LA VERA STORIA DI GARIBALDI


I libri di storia ufficiali non raccontano spesso i fatti come sono andati veramente, per questo occorre fare una piccola delucidazione a riguardo, specialmente nel caso del grande Garibaldi. Ecco come veramente andò la sua storia. E noi di ciò forniremo anche le prove. Un primo pomeriggio di agosto Garibaldi stava fuori, sul terrazzo, a prendersi il sole; la moglie, Anita, riordinava la cucina, canticchiando un vecchio mottetto, quello dell'italiano vero, quand'ecco suonare il campanello. "Chi è?" - chiese Anita. "Telegramma per Garibaldi!" - sentenziò il postino. Ritirato il documento, la moglie lo portò al marito, che drizzandosi sulla sdraio spiegò la missiva: MILLE ATTENDONO MARSALA COMANDI STOP. "Anita, torno presto - le disse mentre era già balzato alla porta, un bacio furtivo a lei sulla guancia - non preoccuparti, continua a cantare! Ciao!".   Balzato sul suo Cinquantino diede una sferzata d'avvio e sfrecciò via come un fulmine. Da lontano lo videro subito quelli del bar, e lì sbarcò abbandonando a terra il Ciao; ordinò un Marsala e si unì al tavolo degli amici: "Scommettiamo sui mille?"... Ma perse a briscola, e dovette sborsare i Mille che aveva pattuito. Un po' deluso, un po' arrabbiato, salutò frettolosamente, ritornò al Ciao, balzò su e schizzò via più di un fulmine. Ai comandi del suo sgangherato motorino, sfrecciando come un bossolo, immaginò quel che gli restava ancora in canna: le lire! E così, prima di giungere a casa, ordinò - non avendo più i Mille - lo sbarco delle lire. Quelle lo attesero tutte davanti a casa sua, e fecero all'unisono una grande esecuzione, accompagnandosi a quell'antico mottetto di Anita, quello dell'italiano vero.
 
 

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