CONCERTO DI BASEBALL


Qualcuno pensa che andare a un concerto sia cosa fastidiosa e onerosa, in quanto si deve star seduti e fermi, ad ascoltare, senza interagire, e magari sopportare musiche non sempre gradite all'ascolto; insomma, quasi una penitenza e un sacrificio da dover sopportare. Ebbene, no. Un concerto è come una partita a baseball: ognuno gioca il suo ruolo facendo scorrere e correre note e strumenti ora qua e ora là, in una tattica di squadra concertata da un direttore, e un battitore sul tempo sprona l'ascolto a farsi partecipe come un tifoso sfegatato che urla a più non posso, dal profondo del cuore, il suo amore per ciò che vede, ma soprattutto per ciò che non vede: come andrà a finire.  Un pentagramma a cui tutti fanno riferimento per il gioco di squadra per agganciare e rilanciare da sé le note, una partitura seguendo la quale ognuno fa al meglio la propria parte, armonizzandosi in sintonia con l'insieme di chi esegue e di chi ascolta e osserva con attenzione e apprensione. Nessuno che fiata, tra il pubblico, nei momenti cruciali e intensi della partitura e della partita, finchè al momento finale sgorgano applausi per il gioco, non tanto per chi vince o perde, perché il brano è lieto o triste, ma per aver vissuto un grande evento: il concerto del baseball!
 
 

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