IL CERINO E LA CANDELA


Un cerino e una candela stavano tra loro a discutere all'ombra dell'ultimo sole del giorno. La questione era questa: perché il cerino doveva accendere la candela e poi morire quasi subito, mentre la candela una volta accesa avrebbe vissuto molto più a lungo? Da parte sua la candela cercava in tutti i modi di convincere il cerino a esaudire il suo desiderio: "Sei fatto per questo tu, io no!" e anche: "Una volta accesa, per molto tempo ti ricorderò con gratitudine!". Ma il cerino della gratitudine della candela non sapeva cosa farsene. Si era anche irritato alla richiesta di lei, adducendo il tradimento parentale - parenti serpenti citando il detto - perché fiamma del cerino e luce della candela avevan del sangue in comune. Intanto calò la notte, e entrambi cercarono con fatica di prender sonno sotto quell'albero che avevano condiviso come riparo lungo il giorno. La mattina seguente la discussione si riaccese, ma ognuno affermando con tenacia la propria posizione. Ore e ore, finchè verso mezzogiorno il sole fece penetrare i suoi raggi folgoranti di luce e di calore sul cerino e sulla candela. Ma mentre il cerino rimase intatto, la candela si sentì liquefare pian piano, perdere le forze, sciogliere la vita, riducendosi sempre più a massa informe, e morì così. Il cerino, osservandola con una certa commiserazione, sentendo ormai risolta la cruciale questione, si mise disteso a rilassarsi incautamente sotto quel sole raggiante, che con il suo potente calore accese il cerino, che finì per rotolare disperato e urlante di dolore tra la cera liquefatta, che lo assimilò al suo destino. Si ricongiunse così anche quella parentela di sangue che era stata oggetto di lite nella vita e che ora segnava oltre la morte la pace eterna.
 
 

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