AHUMH!...


Un saggio maestro dello Zen orientale vissuto nel 300 a.C. un giorno disse ai suoi seguaci che lo avevano visto correre tra loro con una scodella di latte cercando di spandere il meno possibile il contenuto: "Questa è la meditazione vera, la più alta e la più concreta".  Anche noi come loro allora lo avremmo guardato con un po' di meraviglia e alquanto sconcerto, ma egli li fece sedere attorno a lui, si sorbì con calma il latte, si leccò i baffi, si accomodò e riaccomodò con pazienza come a trovare la posizione migliore, poi continuò: "Vedere la meditazione, cari miei, è la prima cosa: se la meditazione non si vede, è falsa e inutile. Non si tratta di farsi vedere a meditare, ma di far vedere la meditazione che ti fa, ti forgia, ti allatta: ecco il latte della scodella". Sospirò tre volte, con gli occhi chiusi, poi: "Non vedere la meditazione è la seconda cosa, cari; per questo occorre la scodella e il latte su cui porre attenzione, altrimenti vediamo nella meditazione solo noi stessi, e non quello che ci è dato dalla vita". Sospirò di nuovo, poi: "Librarsi e equilibrarsi, questa è la terza e l'effetto della meditazione: per questo l'equilibrio e il percorso tra me, la scodella del latte e voi: librarsi e equilibrarsi per far volare e rasserenare questo nostro mondo". E qui si creò un devoto e sacro silenzio. "E tu, lì seduto, che stai a guardare? Su, alzati da lì e vai a prendere il latte!".
 
 

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