IL TESTAMENTO DEL CAPITANO


Morirò...ma 'seppellitemi poi con i miei stivali'. E fin qui ci può stare. Ma quella storia di farlo a pezzi no, proprio no. Una macellata così non è degna da menzionare nemmeno per un soldato il più violento al mondo. Lasciare un pezzo qua e là, e segno di lui per patria, mamma, per noi, per la montagna dove ha combattuto, per la morosa poi...sì, e che faccia farà quella? Questo testamento è fatto senza la testa...no, non intendevo di tagliare quella, no, non così. Intendevo che manca di senso e di tatto; ma forse in questa guerra appena passata, ogni messaggio passa e viene annientato, insieme ai nostri tanti morti, e quindi anche al testamento del sior capitano. Alla sua mamma porteremo il suo cappello, nient'altro. Alla patria lasceremo la sua baionetta in ricordo della battaglia, nient'altro. Al nostro battaglione resterà la divisa insanguinata, nient'altro.  Sulla montagna lasceremo gli scarponi, li metteremo ai piedi di quella croce sulla sua vetta, nient'altro. E alla morosa?...Porteremo la piuma del suo cappello, per mostrarle l'amore di quell'uomo pesante nelle guerre ma delicato nell'amore, e come piuma il suo ricordo peserà nel suo cuore. Così faremo, e non a pezzi, come ha scritto lui...Ma, forse, a pensarci bene, i pezzi glieli abbiamo sistemati già, e proprio secondo quello che avrebbe desiderato lui con quel suo testamento.
 
 

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